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Luca Petrinca: uno sguardo alla digitalizzazione ed alla semplificazione che viene da lontano

Product and commercial reporting manager - Euler Hermes Italia

Luca, dicci qualcosa di te

Ho 48 anni e, dopo una laurea in economia, ho iniziato nel ‘97 in ambito applicativo occupandomi di workflow management su piattaforme web. Questo mi ha consentito di approcciare i primi tentativi di digitalizzazione in ambito aziendale.
Da sei anni ho due splendidi gemellini che hanno stravolto i perfetti equilibri quotidiani scanditi dagli impegni lavorativi, hobby (ho una passione per il pianoforte), sport, viaggi e amici!

Da quanto tempo lavori in Euler Hermes Italia?

Dal 2001, quando si chiamava ancora SIAC!

Cosa ricordi dei tuoi primi momenti in EH?

Allora l’azienda era già in una fase di trasformazione: essendo da poco parte di Euler Hermes, c’erano molti cambiamenti in atto sia per quanto riguarda la componente dei processi aziendali, sia per l’introduzione dei nuovi sistemi adottati dal Gruppo Euler Hermes.

 

Raccontaci qualcosa del tuo lavoro in Euler Hermes e del tuo team.

Lavoro nella direzione Marketing e sono responsabile della struttura Business Development, che significa, semplificando, “creare prodotti”. Ciò vuol dire che con il mio team analizziamo il mercato, monitoriamo la concorrenza, intercettiamo i bisogni potenziali dei clienti e traduciamo queste esigenze in un’offerta in linea con le aspettative. Diciamo che in un mercato come quello dell’assicurazione, il lavoro più arduo è portare in questo settore l’“innovazione”, sia in termini di contenuto e sia in termini di digitalizzazione.

Quali sono gli aspetti che più ti piacciono del tuo lavoro?

Uno degli aspetti è senza dubbio la possibilità di spaziare e avere una visione a 360 gradi, dal punto di vista del ciclo di vendita dell’offerta e dei processi che presiedono alla gestione del prodotto stesso. Un secondo aspetto di estremo interesse è la sfida nel riuscire a semplificare il nostro prodotto che, per sua natura, rimane piuttosto complesso da comprendere rispetto alle altre soluzioni assicurative più “canoniche”.

Perché, secondo te, Euler Hermes è una organizzazione people centric?

Semplicemente perché il valore dell’azienda è in primis il “know how” delle persone. Grazie alla conoscenza ed esperienza di ognuno, è possibile creare il giusto mix che quotidianamente contribuisce a soddisfare le esigenze sempre più sfidanti del mercato.

 

Alessandro Santodonato: l’importanza delle persone nel raggiungimento degli obiettivi aziendali

Head of Claims - Euler Hermes Italia

Alessandro, dicci qualcosa di te

Sono nato e cresciuto a Roma, ma una parte della mia famiglia è originaria dell’ Inghilterra.
Forse è proprio grazie alle mie origini che mi sono sentito subito a mio agio in una realtà internazionale come Euler Hermes. Al lavoro mi piace coltivare rapporti umani, cordiali ed informali. Do il meglio di me nel lavoro di squadra, che secondo me è la chiave del successo. Nel tempo libero però amo anche ritagliarmi un po' di spazio per stare da solo, scorrazzando con la mia moto o facendo jogging.

Da quanto tempo lavori in Euler Hermes Italia?

Il mio arrivo in EH risale ormai al secolo scorso. Nel settembre 1998 l’allora EULER-SIAC mi contattò per un colloquio e, ad essere onesto, avevo un’idea molto vaga sull’azienda. Internet non era ancora così diffuso e ricordo bene quei minuti passati alla reception a sfogliare velocemente le riviste aziendali per arrivare più preparato!

Cosa ricordi dei tuoi primi momenti in EH?

La prima settimana di affiancamento è difficile da dimenticare: dovevo studiare ed imparare nel dettaglio tutti i tipi polizza esistenti e vi posso garantire che le verifiche periodiche cui ero sottoposto non erano dissimili da un esame universitario.
I miei primi anni nel settore Claims Export mi hanno mostrato il respiro internazionale di questa azienda e già da allora immaginavo la possibilità di nuove esperienze in un contesto non limitato alla realtà italiana.

Raccontaci qualcosa del tuo lavoro in Euler Hermes e del tuo team.

Dopo un percorso che mi ha portato ad occuparmi anche di Collection e di Progetti, sono tornato da qualche anno in Claims, diventando il responsabile di funzione dal 2019.
Con i miei collaboratori ci impegniamo quotidianamente affinché il cosiddetto “momento della verità” di qualsiasi rapporto assicurativo  sia per il cliente un’esperienza eclatante. La puntualità e precisione nel pagamento degli indennizzi, infatti, così come la capacità di rispondere in modo chiaro e tempestivo ad ogni loro esigenza, sono basilari

Per questo mettiamo in campo sistematicamente le nostre migliori risorse per lo sviluppo di progetti innovativi che siano in grado di anticipare le aspettative della clientela.

Quali sono gli aspetti che più ti piacciono del tuo lavoro?

L’aspetto più gratificante del mio lavoro è rappresentare e gestire un team composto da persone di grande competenza e professionalità. Si tratta di una grande responsabilità verso me stesso e verso l’azienda, che cerco di assumere al meglio grazie alla solida esperienza.

Perché, secondo te, Euler Hermes è una organizzazione people centric?

In una organizzazione ampia e distribuita sul territorio come la nostra, la people centricity è altrettanto importante quanto la customer centricity. Nessun obiettivo potrebbe essere raggiunto se non ci fossero donne e uomini fortemente motivati ad andare quotidianamente oltre i confini delle proprie competenze,  pronte ad assumersi sempre nuove responsabilità e a muoversi come una entità unica.
Euler Hermes investe tempo ed importanti risorse nel creare un ambiente di lavoro che favorisca tutto questo.

 

 

 

Federica Simotti: essere in prima linea senza perdere lucidità e dando il massimo

Portfolio Management - Euler Hermes Italia

Federica, dicci qualcosa di te

“Tutto col gioco ma niente per gioco” Sir Robert Baden-Powell, fondatore dello scautismo.
Ebbene sì, sono una ex-scout o meglio, come si dice tra gli addetti ai lavori, “Scout una Volta, Scout per Sempre!”. Sono la orgogliosissima mamma di Anita e Alessandro. Mi piace leggere, soprattutto gialli; mi piace viaggiare ma anche tornare a casa dopo un bel viaggio.

Da quanto tempo lavori in Euler Hermes Italia?

Dall’ormai lontano 2001 ed è stato il mio primo lavoro. Come dire… un amore a prima vista!
Da sempre nella Direzione MMCD, da sempre nel Portafoglio Commerciale. Cristallizzata nel ruolo? No. Semplicemente mi piace il mio lavoro, che negli ultimi 20 anni è talmente cambiato, a partire dalla mission, passando per l’approccio al cliente, per approdare all’ attenzione alla popolazione aziendale.

Cosa ricordi dei tuoi primi momenti in EH?

Ricordo perfettamente il primo colloquio: l’insolito caldo di un giorno di inizio primavera (o ero io che la percepivo così perché molto tesa? Chissà!). Dopo le varie domande di rito, mi è stato chiesto “Di che squadra sei?”. Domanda strategica che allentò la tensione.

Raccontaci qualcosa del tuo lavoro in Euler Hermes e del tuo team.

La gestione attenta delle esigenze del cliente, studiando la soluzione più adatta al caso, la solerzia nell’affrontare qualsiasi richiesta, la proattività nell’anticipare la richiesta e rispondere all’esigenza. Questo in breve il “cuore” del mio lavoro.
Ritengo di far parte di una squadra molto affiatata, collaborativa e composta da persone di alto profilo professionale  e lucidità, anche nelle situazioni più estreme come, ad esempio,  l’affrontare il rinnovo contrattuale di un importante cliente

Quali sono gli aspetti che più ti piacciono del tuo lavoro?

Le richieste dei nostri clienti, sempre diverse e variegate.
Anche nell’interazione con gli intermediari nulla è ripetitivo: spesso una stessa richiesta deve essere gestita in modo differente dalla precedente.
Abbiamo un budget da rispettare, abbiamo le richieste provenienti dall’Head Quarter a Parigi, abbiamo gli assicurati a cui dedicarci ogni giorno, insomma non si può assolutamente “abbassare la guardia”!

Perché, secondo te, Euler Hermes è una organizzazione people centric?

Negli ultimi anni si è lavorato molto per garantire una gestione incentrata sulle persone e sull’equilibrio dei diversi aspetti della loro vita.  La “Work Experience” dello scorso anno (la possibilità di fare un’esperienza più o meno breve in un’area diversa dalla propria), lo Smartworking ormai esteso a quasi a tutti , corsi e focus per migliorare le nostre conoscenze ma anche  lo yoga o la frutta del mercoledì! Il “paniere” di iniziative si riempie sempre di più.

 

 

 

Patrizia Di Giulio: essere protagonisti del lavoro per generare eccellenza

Risk Underwriting Manager - Euler Hermes Italia

Patrizia, parlaci di te.

Mi chiamo Patrizia Di Giulio ed ho 47 anni. Sono sposata ed ho due splendide figlie di 18 e 13 anni. Vivo le mie giornate con grande impegno e dedizione, sia nel lavoro che nella vita. Mi definisco un’entusiasta: un sorriso ed un pizzico di ironia non mancano mai nelle mie giornate!

Da quanto tempo sei in Euler Hermes Italia?

Dopo un’esperienza di 14 anni in General Electric sono entrata in Euler Hermes Italia il 1° ottobre 2008.

Cosa ricordi dei tuoi primi momenti in Euler Hermes?

Un banco di prova importante! Era un momento molto delicato per il mondo e l’economia: crisi globale, tante aziende in difficoltà, drastiche politiche di assunzione dei rischi ed un clima di forte insoddisfazione. Ma proprio perché iniziavo in quel contesto difficile, la nuova sfida lavorativa è stata fonte di motivazione e accrescimento professionale e personale.

Raccontaci qualcosa del tuo lavoro e del tuo team.

Lavoro nell’area RICC (Risk, Information, Claims & Collection) come Risk Underwriting Manager. Il mio team, di 14 persone, gestisce e monitora oltre il 25% dell’esposizione esistente dei settori Alimentare, Retail, Carta, Mobile, Tessile e Pelle. Oltre a curare la relazione e cercare di dare il meglio ai clienti, partecipiamo attivamente al monitoraggio dei settori trattati.  
I membri del team sono tutti molto esperti e professionali, con grandi responsabilità, cresciute ulteriormente negli ultimi 2 anni avendo investito in modo significativo nell’attività di fronting verso il cliente.  La revisione dei processi e la collaborazione sono stati cruciali per riuscire a gestire tante nuove attività, favorire il cambiamento, e anche mantenere alto l’entusiasmo e la motivazione.

Quali sono gli aspetti che più ti piacciono del tuo lavoro?

Il mio lavoro è molto stimolante e mai ripetitivo: il raggiungimento di un obiettivo è il punto di partenza per il successivo. C’è un rapporto sincero e diretto con il Top Management.
Inoltre, il cambiamento è inteso oggi come un’opportunità e le persone hanno un ruolo chiave nella strategia anche grazie alla relazione diretta con gli assicurati, che ci ha permesso di incrementare la nostra expertise, a garanzia dei risultati aziendali.

Perché, secondo te, Euler Hermes è una organizzazione People Centric?

Dietro i risultati ci sono le persone, ed Euler Hermes riconosce questo valore, garantendo un ambiente confortevole e di cura delle proprie risorse. Inoltre ci rende protagonisti del nostro lavoro.  Questo approccio ci rende consapevoli e anche più orientati al massimo risultato. In questo modo la soddisfazione personale è elevatissima e viaggia di pari passo con quella dei clienti.

 

 

 

Andrea Castiglione: i mille volti dell’area Legal

Head of Legal – Euler Hermes Italia

Andrea, raccontaci qualcosa di te.

Ho 53 anni, sono sposato con Simona, collega in Euler Hermes Italia, da 15 anni. Sono appassionato di Storia antica, di cinema italiano e romanzi noir.

Da quanto tempo sei in Euler Hermes Italia?

Dal 1996. All’inizio ho lavorato nel Marketing, nel Product Management e nel Legal, occupandomi anche per un lungo periodo della Compliance aziendale.

Raccontaci qualcosa del tuo lavoro e del tuo team.

Sono il coordinatore di un team fantastico che si occupa di tutte le questioni legali e contrattuali di Euler Hermes Italia.
Il nostro contributo all’azienda si traduce in una corretta gestione degli aspetti regolamentari, contrattuali e legali per poter svolgere il lavoro in maniera etica e conforme al quadro normativo di riferimento.
È un lavoro che richiede un aggiornamento continuo, la voglia di mettersi alla prova e di confrontarsi con realtà internazionali molto diverse tra loro. È una fonte continua di apprendimento e di confronto: mantenere sempre l’apertura mentale ed una visione trasversale aiuta a risolvere i problemi ed è il segreto per ottenere risultati.

Quali sono gli aspetti che più ti piacciono del tuo lavoro?

Quasi quasi risponderei “tutti!”  , ma in realtà ci sono due aspetti che mi piacciono più degli altri.

Innanzitutto le trattative negoziali con i clienti: elaborare le clausole contrattuali, conoscere il business delle aziende, fornire supporto professionale mantenendo lo standard elevato proprio di una compagnia all’avanguardia, che si impegna ogni giorno per fornire un servizio eccellente.

Amo anche dare un contributo fattivo oltre i miei compiti standard, aiutando a risolvere questioni imminenti e complesse.

Perché, secondo te, Euler Hermes è una organizzazione People Centric?

Negli ultimi anni è stato fatto molto in questa direzione e, a mio parere, bisogna continuare su questa strada. Le iniziative all’interno dell’azienda sono molteplici, ma, al di là delle procedure e dei processi, sono la qualità e le attitudini umane a fare la differenza e a rendere questa compagnia la numero uno nel mercato dell’assicurazione del credito.

 

Francesco Tartaglia: l’Area HR del futuro: centralità delle risorse. Col sorriso, sempre.

HR Manager - Euler Hermes Italia

Francesco, un tuo breve profilo.

Mi chiamo Francesco Tartaglia ho 44 anni, sposato dal 2005, ho 3 figli (una bimba di 8 anni e mezzo e due gemelli, maschio e femmina, di 6 anni) che sono l’impegno e la gioia della mia vita!

Da quanto tempo sei in Euler Hermes Italia?

Dal settembre del 2001, da sempre in Human Resources.

Ho avuto l’opportunità di occuparmi di  tutti gli aspetti delle risorse umane: selezione, formazione e sviluppo, compensation, gestione giuslavorista e sindacale, con un livello di responsabilità sempre maggiore.

Cosa ricordi dei tuoi primi momenti in Euler Hermes?

Ricordo un’azienda che stava iniziando il suo percorso di trasformazione verso una realtà internazionale, in cui si percepiva una forte necessità di cambiare la cultura aziendale, favorire il dialogo e la comunicazione aperta.

Da allora c’è stata una grande evoluzione: è un processo continuo di miglioramento e focus sulla Employee Experience.

Raccontaci qualcosa del tuo lavoro e del tuo team.

Gestisco il team HR Business Partners, che si occupa di tutti gli aspetti legati alla vita dei dipendenti, dal loro ingresso in azienda, passando per le diverse fasi della crescita professionale, con la  costruzione di un’esperienza positiva a 360° per le nostre risorse.

Perché, secondo te, Euler Hermes è una organizzazione People Centric?

Negli ultimi anni, abbiamo fatto grandi sforzi per mettere le persone al centro dell’organizzazione, realizzando un ambiente di lavoro stimolante in cui la formazione è un investimento e non un costo.

Lo Smart Working, ad esempio, ha rappresentato un grande passo avanti per la conciliazione tra vita lavorativa e privata.  La mobilità interna ha dato a molti colleghi l’opportunità di valorizzare il proprio talento e sviluppare la propria carriera.

Team motivati ed orientati al miglioramento delle competenze sono fondamentali per un’azienda: consentono di raggiungere obiettivi sempre più sfidanti in un contesto in continua evoluzione.

Maria Giuseppina Avolio: essere “bold” nel lavoro. E nel tempo libero!

Risk Office Manager  - Euler Hermes Italia

Maria Giuseppina, qualcosa di te?

Sono sposata e mamma, amo i libri, i viaggi ed il mare. Dal lunedì al venerdì sono Risk Office Manager in Euler Hermes Italia… il sabato mattina prendo la mia moto per delle lunghe passeggiate al sole.

Sono la prima donna a ricoprire questo ruolo, e sarebbe bello essere di ispirazione per le colleghe. In futuro saranno certamente sempre più protagoniste di questo settore.

Da quanto tempo sei in Euler Hermes Italia?

Dal 27 luglio 2006. Un vissuto lavorativo lungo e pieno di ricordi: sconfitte e  successi, tante persone che sono state fonte di arricchimento e crescita personale e professionale.  

Cosa ricordi dei tuoi primi momenti in Euler Hermes?

Il sorriso, sicurezza e determinazione delle persone che mi hanno selezionata:Tiziana e Paolo, che durante il primo colloquio mi hanno trasmesso la certezza di entrare in una grande azienda dal volto umano.

L’entusiasmo di acquisire nuove competenze tecniche durante le prime sessioni di formazione a Prato e a Modena: qualcosa di completamente nuovo per me che arrivavo dal mondo bancario!

Raccontaci qualcosa del tuo lavoro e del tuo team.

Coordino un team di analisti del credito che operano ognuno  in un territorio geografico preciso. La nostra mission è quella di presidiare il rischio, monitorando un portafoglio di aziende.

Il monitoraggio si esprime attraverso un continuo confronto con interlocutori aziendali e finanziari per  acquisire un solido bagaglio valutativo. Viaggiamo, visitiamo aziende, partecipiamo ad incontri istituzionali. Ci interfacciamo con i principali attori del mondo finanziario locale, al fine di confrontarci su plausibili visioni strategiche.

Il Risk Officer è una delle figure che rappresenta Euler Hermes sul territorio: a lui gli interlocutori guardano, identificandolo con la nostra Azienda.  Storicamente in tre, da poco abbiamo nel team un nuovo analista. Un ottimo esempio di mobilità interna, grazie ad una collega che ha voluto mettersi in gioco insieme a noi.

Quali sono gli aspetti che più ti piacciono del tuo lavoro?

L’autonomia, il forte riconoscimento professionale a livello territoriale, la varietà di situazioni da affrontare e la possibilità di conoscere sempre persone nuove.

Entrare in contatto con tante aziende e sperimentare l’entusiasmo con cui gli imprenditori che ci raccontano la propria storia.

Perché, secondo te, Euler Hermes è una organizzazione People Centric?

Euler Hermes mi ha permesso di essere un genitore sempre presente nella vita dei miei figli e non perdermi i momenti più importanti della loro crescita, conciliando tutto questo con un percorso di carriera di cui sono fiera.