Pasta italiana: i numeri del settore

La pasta italiana è sempre leader nel mondo

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I numeri dei pastifici italiani restano alti. La pasta è uno dei simboli maggiormente riconosciuti della cucina italiana nel mondo. Ma rappresenta anche un prodotto molto importante per l’export italiano e per l’economia del nostro Paese tout-court. L’Italia e la nostra industria nazionale, infatti, sono leader di mercato a livello mondiale e possono contare su più di 120 pastifici e 300 formati di pasta, con un boom della produzione che negli ultimi 20 anni è quasi raddoppiata.

Infatti, se sono 15 i milioni di tonnellate di pasta prodotta a livello globale, quasi un piatto di pasta su quattro consumati nel mondo è fatto in un pastificio italiano. Negli USA questo rapporto sale addirittura a 1 su 3. All’interno dell’Unione Europea, questa leadership è ancora più marcata: il 67% della produzione (5,4 milioni di tonnellate per un valore di 5,3 miliardi di euro) è tricolore (3,6 milioni di tonnellate).

In un contesto di incremento dei consumi di pasta, crescono però anche i competitor. Tra i rivali più aggressivi, la Turchia in cui la produzione di pasta è cresciuta del 77% in soli 5 anni.

Però tra il 2016 e il 2017 il nostro paese ha prodotto 200mila tonnellate in meno, sintomo di una ricerca maggiormente sofisticata da parte del consumatore italiano, che infatti si è spostato sulla pasta alternativa alla tradizionale, per lavorazione o ingredienti utilizzati. Le prospettive per la pasta senza glutine e per quella integrale, per la quale l’assorbimento dei carboidrati è più lento, sono molto positive.

Sempre notevole il contributo della pasta ripiena, la cui storia è antica e risale addirittura al Medioevo: ravioli, tortelli e agnolotti, di tanti nomi diversi e altrettanti varianti nella forma, nelle dimensioni e negli ingredienti.

 

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