Cash flow, che cosa è e come si calcola

Se gestire una piccola media impresa (PMI) può regalare enormi soddisfazioni dal punto di vista personale, professionale ed economico, nel ciclo di vita di un'azienda può capitare di trovarsi nelle condizioni di dover far fronte a tutta una serie di pericoli che, se non accuratamente evitati, rischiano di compromettere la solidità dell'impresa, fino a minarne la sopravvivenza.
 
Considerazioni mai come ora così attuali: in un quadro macroeconomico già compromesso, la crisi causata dal Covid-19 ha infatti aumentato a dismisura i debiti delle società, incrementando le chance di un'ondata di fallimenti aziendali senza precedenti.

Boom di insolvenze

Secondo le stime dell'ufficio studi di Euler Hermes, la crisi provocata dal Covid 19 innescherà un'accelerazione nelle insolvenze delle aziende, soprattutto nei settori più colpiti dalle misure di restrizione come hotel e ristoranti, trasporti e automotive. Una vera a propria "bomba a orologeria", pronta ad esplodere al più tardi entro il quarto trimestre dell'anno, le cui onde d'urto si propagheranno probabilmente per tutto il primo semestre del 2021.

Su scala mondiale, si calcola che il numero di aziende destinate a chiudere i battenti nel biennio 2020-2021 aumenterà a livello mondiale del 31% rispetto al 2019 (+10% quest'anno e +19% il prossimo).

L'area più colpita saranno negli Stati Uniti, con +65% entro la fine del 2021, seguiti dal Brasile (+32%) e Regno Unito (+36%).

Non va meglio in Italia: le stime puntano a un aumento dei default del 6% quest'anno, seguito da un +20% il prossimo, fino a un complessivo +28% a fine 2021 rispetto al 2019.

Che cosa è il cash flow

In un quadro che lascia poco spazio all'ottimismo, cosa occorre fare quindi per tenere sotto controllo lo stato di salute della vostra impresa?

Una delle voci di bilancio che non bisogna mai perdere di vista per verificare la stabilità della vostra azienda sono i flussi di cassa, cash flow nella forma inglese ormai di uso comune.

Quando si parla di cash flow si intende, in particolare, l'ammontare di liquidità generata (dalle vendite, per esempio) o consumata (salari, bollette...) in un determinato periodo. Di solito, si misura su base mensile, trimestrale o annuale.

Si tratta un indicatore importantissimo, vitale per qualsiasi azienda, in quanto un flusso costante di denaro non solo garantisce all'impresa la capacità di far fronte alle spese (stipendi e bollette, ecc), ma, allo stesso tempo, assicura risorse da investire nella crescita.

Attenzione, il cash flow non va confuso con il profitto, che è un dato contabile che indica il margine che residua al netto delle spese di produzione di un bene o un servizio allocate contabilmente in quel determinato esercizio. Si tenga presente, a questo proposito, che anche le aziende che postano utili possono diventare insolventi se il flusso di cassa viene interrotto.

Si pensi, per esempio, al caso in cui i clienti non saldano, entro i termini, le fatture. Se i termini di pagamento di questi ultimi non sono allineati a quelli dei fornitori, i rischi di incorrere in flussi di cassa negativi sono destinati inevitabilmente a crescere nel tempo, fino a sfociare eventualmente nell'insolvenza dovuta ad una carenza di liquidità.

Come si calcola

Da queste premesse si comprende facilmente perché è fondamentale per tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni, concentrarsi sulla "cassa". Per determinare il cash flow di un'azienda, occorre partire dal rendiconto finanziario, ovvero il documento che riassume le fonti che hanno incrementato la liquidità disponibile e gli impieghi che, al contrario, hanno comportato il decremento delle stesse liquidità.

In questo prospetto contabile rientrano dunque tutti i pagamenti effettuati e ricevuti in un determinato periodo, con esclusione di quegli importi promessi all'azienda e delle spese che si devono ancora pagare. Nello stesso documento saranno inclusi i proventi derivati dalle vendite e dagli investimenti, nonché le passività, comprese le retribuzioni, i dividendi, interessi da pagare, vendite di azioni e i finanziamenti, imposte sul reddito.

Una volta presa familiarità con la lettura di un rendiconto finanziario, per calcolare il flusso di cassa, occorre scegliere un periodo di tempo (per esempio, gli ultimi tre mesi) e sottrarre dalle entrate di cassa - derivanti ad esempio dalle fatture saldate dai clienti - le uscite di cassa dell'azienda – ad esempio il pagamento dei fornitori.

Finché il primo numero è più grande del secondo, si otterrà un flusso di cassa positivo. Ciò significa che nell’esempio considerato un'impresa incassa di più dai suoi clienti di quanto spende per pagare i suoi fornitori. Ovviamente, è vero il contrario: se il flusso di cassa in uscita supera quello in entrata, il cash flow sarà negativo.

Che per molte aziende avere in cassa liquidità da spendere sia un vero e proprio problema, lo dimostra il fatto che solo il 51% delle piccole e medie imprese dichiara di avere un cash flow positivo. A questo si aggiunga che un'azienda su sette paga in ritardo gli stipendi per problemi di liquidità.

Flussi di cassa positivi sono sempre cruciali nel ciclo di vita di un'impresa ma soprattutto quando si parla di attività appena avviate. A causa di liquidità debole o scostante, un imprenditore su quattro è costretto a chiudere i battenti dopo il primo anno di attività, mentre due su quattro non riescono a mantenerla per più di cinque anni.

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