Accordo Commerciale USA-Cina

L’intesa non è di grande portata, ma rappresentata una conferma del raffreddamento delle tensioni commerciali fra i due paesi

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1) Gli Stati Uniti e la Cina hanno firmato il 15 gennaio un accordo commerciale di "Fase 1":

grazie a questa intesa, gli Stati Uniti dimezzeranno il dazio del 15% su circa 120 miliardi di dollari di merci cinesi e sospenderanno i dazi annunciati e che erano destinati ad entrare in vigore lo scorso dicembre. La Cina, dal canto suo, dovrebbe aumentare le sue importazioni dagli Stati Uniti di 200 miliardi di dollari nei prossimi due anni e concedere una maggiore protezione della proprietà intellettuale.

2) Ci sono tre principali take-away dall'accordo:

1) Si tratta di un sollievo di breve termine per l’economia globale in quanto dissipa in parte il clima di incertezza, con il dazio medio degli Stati Uniti sui prodotti cinesi che scende di un punto percentuale al 7%; 2) il meccanismo di applicazione concordato non esclude la volatilità delle decisioni politiche e soprattutto non comporta ulteriori riduzioni tariffarie per quest'anno. Pertanto sebbene non ci attendiamo un'ulteriore escalation, l’importo medio dei dazi statunitensi potrebbe fluttuare ancora quest'anno; 3) non aspettatevi che la fase 2 dell’accordo venga raggiunta quest'anno, poiché le questioni rimaste in piedi sono ancora più controverse.

3)   La volatilità della politica commerciale degli Stati Uniti potrebbe avere un impatto sull'Europa:

la digital tax, il settore automobilistico europeo, le potenziali ritorsioni contro i sussidi Boeing e la politica climatica potrebbero rappresentare terreno di scontro con gli Stati Uniti, che potrebbero a loro volta innescare delle ritorsioni nei confronti dell’industria europea

4)   Cosa significa questo per i mercati?

Poiché le tensioni sottostanti rimangono irrisolte, gli investitori azionari continueranno a essere cauti. La volatilità della politica commerciale potrebbe innescare mini episodi di fuga verso investimenti più sicuri (cd. safe havens), ma la politica monetaria continuerà a essere il principale motore dei rendimenti degli asset globali. Il rendimento dei titoli decennali statunitensi dovrebbe navigare al di sotto della nostra stima di fair value (1,9%) prima delle elezioni del 2020.

5)   Cosa comporta questo accordo per le imprese?

Tutti gli acquisti che la Cina si è impegnata ad operare all’interno dell’accordo di Fase 1 non sono ugualmente fattibili: mentre aumentare le importazioni agricole potrebbe essere alla portata di mano del gigante asiatico e rappresenterebbe la priorità, aumentare le importazioni di energia e di prodotti del settore manifatturiero potrebbe rivelarsi più impegnativo. Gli agricoltori americani dovrebbero beneficiare di ulteriori acquisti cinesi a discapito degli esportatori di prodotti agroalimentari brasiliani, europei e australiani. Lo stesso vale per l'energia, dove le esportazioni russe e saudite sono a rischio di essere sostituite da quelle statunitensi e la manifattura, mettendo in pericolo le esportazioni giapponesi e europee. A livello globale, sebbene il 2020 vedrà un modesto miglioramento dal 2019, la crescita degli scambi rimarrà modesta.