Asia: un'altra battaglia commerciale di cui preoccuparsi

I recenti sviluppi della faida commerciale tra Corea del Sud e Giappone (relativa a restrizioni all'esportazione di alcuni componenti fondamentali) si aggiungono ad un clima già teso del commercio mondiale e potrebbero essere dannosi per le economie asiatiche che negli ultimi anni hanno assunto il ruolo di veri e propri hub commerciali.

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La crescita del secondo trimestre di Singapore è risultata infatti più bassa del previsto a -3,4% su base trimestrale.

La stabilità della Cina a tale riguardo è essenziale per la regione: il tasso di crescita del Paese del Dragone per il secondo trimestre 2019 è salito a + 1,6%, dopo un rallentamento che è durato tre trimestri, mostrando segni di una stabilizzazione imminente. I dati mensili suggeriscono anche segnali di miglioramento poiché la produzione industriale è cresciuta del 6,3% su base annua a Giugno dopo il + 5,0% di Maggio, e le vendite al dettaglio hanno visto un simile progresso. Questi numeri indicano una ripresa, anche se lenta, dovuta agli stimoli monetari e fiscali, che sono però controbilanciati da difficoltà esterne e strutturali. L'indice PMI manifatturiero ufficiale era infatti in contrazione a Giugno a 49,5, mentre il PMI non manifatturiero è sceso a 54,2 a Giugno (da 54,3 a Maggio). Le condizioni monetarie e finanziarie non sono migliorate significativamente nonostante il forte sostegno monetario della Banca Centrale cinese. Per questo ci aspettiamo ulteriori tagli delle riserve monetarie (tre prima della fine dell'anno) e nuove operazioni mirate di prestiti a medio termine (TMLF), mentre è probabile che il governo sviluppi nuove misure per sostenere i consumi.