Canada: il mercato del lavoro conferma una crescita solida

I canadesi saranno chiamati alle urne il prossimo 21 ottobre

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Il mercato del lavoro canadese ha continuato a sovraperformare il resto dell'economia, creando +53,7mila posti di lavoro a settembre rispetto alle aspettative di soli +7.5mila. I guadagni sono stati per lo più diffusi in tutti i settori industriali, soprattutto in ambito sanitario e dell'assistenza sociale che ha aggiunto 30.000 posti di lavoro in 13 anni, mentre i servizi di alloggio e di ristorazione hanno guadagnato 23,3 mila posti di lavoro, il massimo in oltre sei anni. I posti di lavoro sono aumentati in sette delle dieci province. Da un anno all'altro l'economia ha creato 358.000 posti di lavoro, il maggior numero dal 2002. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 5,7% al 5,5%, appena al di sotto del minimo storico del 5,4% fissato a maggio, ma parte del calo è dovuto in parte alla diminuzione dello -0,1% del tasso di partecipazione della forza lavoro, che è stato pari al 65.7%. I salari orari dei lavoratori a tempo pieno sono aumentati dello 0,4% con un forte tasso tendenziale annuo di +4,3% rispetto alla media di post-recessione +2,3%. Una delusione è stata una diminuzione del -0,3% del numero di ore lavorate, un fattore chiave per la riduzione del PIL mensile che era rimasto sostanzialmente invariato nel mese di luglio come debolezza nell'estrazione di petrolio e gas.

 

I rapporti con l’Italia

 

L'economia del Canada è un punto luminoso nell'economia globale che mostra segnali di rallentamento. Dopo l'espansione del 3% nel 2017, la crescita del PIL canadese è calata sino a circa il 2% nel 2018, per poi prendere slancio nel secondo trimestre di quest’anno trainata dall'andamento delle esportazioni.

La bilancia commerciale con L’Italia vede il nostro Paese in attivo con un export che vale più del doppio rispetto all’import. Un impulso è stato dato dall’entrata in vigore in via provvisoria dal 21 settembre 2017 dell’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Canada (CETA), nonostante sia stato ratificato ad oggi da appena 15 Paesi Europei su 28.

In testa i vini (buoni i numeri per il Friuli Venezia Giulia) seguiti dalla farmaceutica e dagli autoveicoli mentre importiamo molto petrolio, aeromobili e cereali (il Canada è il primo produttore mondiale di grano duro). Infatti sono aumentate di quasi 9 volte le quantità di grano importato dal Canada in Italia nel primo semestre del 2019 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.