Cile: si vedono i primi impatti dalle proteste, permane una situazione di incertezza

L'economia cilena è cresciuta velocemente negli ultimi anni, dimostrandosi fortemente export oriented

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Il PIL reale è cresciuto dello 0,7% nel terzo trimestre del 2019, come nel secondo trimestre. Rispetto allo stesso trimestre dello scorso anno, è cresciuto di un solido +3,3%. La buona notizia è che le esportazioni hanno recuperato (+2,9% trimestrale dopo -1,6% nel secondo trimestre); la cattiva notizia è che gli investimenti sono rallentati (+1,4% il dato trimestrale dopo +3,2% nel secondo trimestre). Inoltre, l'attività non estrattiva ha subito un colpo a settembre. Tuttavia, i dati non tengono conto delle proteste sociali in corso, iniziate a fine ottobre. I dati relativi a quel mese ci forniscono i primi impatti delle proteste: In primo luogo, il sentimento dei consumatori ha raggiunto il livello più basso degli ultimi tre anni. Poi, le vendite di veicoli sono diminuite del -26% rispetto a settembre e del -24% tendenziale annuo, il calo maggiore degli ultimi quattro anni. Anche le importazioni di beni di consumo e di capitale hanno registrato un calo significativo. Infine, la volatilità del peso cileno non è diminuita, nonostante i legislatori cileni abbiano recentemente concordato un meccanismo per cambiare la costituzione, e nonostante il presidente abbia condannato gli abusi della polizia. La continua volatilità della valuta (-12% contro il dollaro da metà ottobre, e la soglia valicata di 800 pesi cileni contro 1 dollaro) riflette l'incertezza che circonda il contenuto della nuova costituzione. Ci aspettiamo anche dati deboli sull'attività economica per ottobre e novembre.