Le banche cinesi messe a dura prova da 8.000 miliardi di Reminbi di prestiti problematici

10 Luglio 2020

Executive Summary

  • In Cina , le condizioni finanziarie e monetarie si stanno chiaramente allentando, come misurato dal nostro indice cre-dit impulse: a maggio 2020 si attestava a 6,0 p.p., in aumento rispetto a 1,9 p. di fine 2019. La posizione della Banca Popolare Cinese appare tuttavia molto più prudente rispetto ad altre grandi economie. Gli stimoli monetari in Cina sono attualmen-te pari a un terzo di quelli del 2009-10. Secondo le nostre pre-visioni, più di 3/4 dell'allentamento monetario per quest'anno è già stato attuato. Con la ripresa economica in corso, la BPC si sta probabilmente spostando da una posizione proattiva a una posizione di attesa.
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  • L'allentamento del credito in corso nel contesto dello shock Covid-19 peggiorerà la qualità degli attivi delle banche. Si stima che entro la fine del 2021 i crediti "problematici"1 potrebbero aumentare del +124% (+7.700 miliardi di RMB) rispetto alla fine del 2019. Riteniamo che gli strumenti di rica-pitalizzazione a disposizione delle banche (ad esempio, obbli-gazioni perpetue, obbligazioni speciali dello Stato centrale, concessione di utili) siano sufficienti a coprire le potenziali per-dite subite da questi prestiti problematici. La campagna di de-risking finanziario lanciata nel 2017 è riuscita a migliorare la qualità complessiva degli attivi bancari in Cina e a ridurre il ri-schio sistemico, rendendo improbabile un evento sistemico nel breve termine. Detto questo, sono ancora probabili singoli fal-limenti non sistemici tra le banche di piccole città e le banche rurali, come nel 2019.
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  • Cosa significa questo per le aziende? Mentre ci aspettiamo che il PIL torni ai livelli precedenti la crisi all'inizio del 2021, e che la crescita sia pari al +7,6% per l'intero anno, prevediamo che le insolvenze aumentino del +40% nel periodo 2020-21 rispetto al 2019. Il peggioramento della qualità del credito spingerà verso l'alto in modo significativo il numero di aziende zombie, soprattutto nei settori automobilistico, tessile e agroa-limentare. Questi settori hanno visto un calo della redditività e un aumento dell'indebitamento dal 2015.

 

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