Messico: una banca centrale prudente per validi motivi

La crescita dell'economia messicana si mantiene costante, avendo chiuso il 2018 con un +1,9% del PIL. Il Paese si distingue nel panorama latino-americano per la sua stabilità.

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Il verbale recentemente pubblicato della riunione di marzo della banca centrale - in cui il tasso di riferimento è stato mantenuto costante a 8,25% - mostrano che la maggioranza dei membri del board ritiene che l'inflazione tendenziale resti un motivo di preoccupazione (oggi è bloccata al +3,6%). Il saldo dei rischi relativi all'inflazione sembra orientato al rialzo.

Nell'attuale contesto di incertezza la Banca centrale dovrà tenere conto:

(i) del potenziale trasferimento delle fluttuazioni dei tassi di cambio ai prezzi (ii) della politica monetaria rispetto a quella degli Stati Uniti e (iii) delle condizioni economiche interne. Gli ultimi due sviluppi sono positivi per l'inflazione, con un tasso di disoccupazione in leggero peggioramento (+0.2 punti al +3.5% negli ultimi tre mesi).

 

Tuttavia rimane il rischio di volatilità dei tassi di cambio dovuta alle fluttuazioni della politica presidenziale. C'è anche una potenziale volatilità dovuta al commercio e alla politica migratoria verso gli Stati Uniti e alla situazione finanziaria di Pemex (Petróleos Mexicanos). Per questo motivo non vediamo un taglio dei tassi di interesse fino al prossimo autunno.