Turchia: toccato il fondo, ma è ancora in contrazione rispetto all'anno precedente

Volatilità finanziaria ed incertezza politica affossano l'economia turca

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Il PIL reale è cresciuto di un +1,2% trimestrale nel secondo trimestre del 2019, dopo il +1,6% nel primo trimestre, che ha fatto seguito a due trimestri negativi nella seconda parte del 2018. Tuttavia, in termini annuali il PIL è diminuito per il terzo trimestre consecutivo, sebbene di un -1,5% nel secondo trimestre, dopo il -2,4% nel primo trimestre e il -2,8% nel quarto trimestre del 2018. I consumi (-1,1% su base annua), gli investimenti (-22,8%) e la variazione delle scrote (-2,2 p.p.) continuano a contribuire negativamente alla crescita nel secondo trimestre, che risente ancora della crisi valutaria (La Lira turca ha perso il 34% rispetto al Dollaro USA) e delle turbolenze sui mercati finanziari a seguito delle elezioni locali tenutesi alla fine di marzo.

Le importazioni sono diminuite del -16,9% tendenziale annuo nel secondo trimestre, in linea con la domanda interna, mentre le esportazioni sono aumentate dell'8,1% con l’aumento della competitività delle imprese grazie al forte deprezzamento della Lira. Come previsto, l'espansione della spesa pubblica è stata moderata, al +3,3% tendenziale annuo nel secondo trimestre, dopo il +6,6% di incremento con le elezioni nel primo trimestre. Nel frattempo, indicatori avanzati come le vendite al dettaglio, la produzione industriale e l’indice PMI manifatturiero suggeriscono che la recessione ha raggiunto il fondo. Prevediamo che il PIL per l'intero anno si attesterà a -0,2% nel 2019 e si espanderà di circa +2,3% nel 2020. Dopo aver appena perso il -3,6% rispetto al dollaro USA dall'inizio del 2019 al 14 agosto, il TRY ha perso il -5,7% nella seconda metà di agosto, tra le crescenti tensioni commerciali globali e la ripresa della crisi argentina.