Rivoluzione Cloud Computing: cosa significa per le aziende

Il software gestionale si trasferisce in cloud e il 23% delle aziende italiane cambia il modo di lavorare.

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Il termine “cloud computing” indica un insieme di servizi e tecnologie che permette di accedere on demand, utilizzando la connessione internet, a risorse sia hardware sia software. Nell’ultimo decennio l’ascesa del cloud computing è stata inarrestabile e si è ritagliata un ruolo da protagonista nello scenario IT, contribuendo sempre più all’innovazione e alla trasformazione delle infrastrutture tecnologiche delle aziende.

Dal software gestionale su pc al cloud computing

Il lavoro attraverso software gestionale in cloud, in un primo momento, non ha riscosso successo fra i suoi fruitori. Se, all’inizio, le imprese erano molto scettiche nello spostare processi e applicazioni sulla “nuvola”, soprattutto per timore che i propri dati e processi venissero violati, oggi i servizi di cloud computing sono diventati la regola. Nell’Unione Europea, nel 2018, il 26% delle imprese ha utilizzato software gestionali in cloud, la maggior parte per la ricezione di e-mail e per archiviare file in formato elettronico. Inoltre, il 55% di queste aziende ha usufruito soprattutto di software di gestione del magazzino, fatturazione e software per la gestione delle relazioni con i clienti. Paragonando la situazione attuale a quella di soli quattro anni fa, l’uso di soluzioni di cloud storage e servizi di cloud computing è aumentato del 21% soprattutto nelle grandi imprese, che sempre più preferiscono trasferire dati della loro contabilità in cloud. L’Italia, nell’utilizzo di software gestionali di questo tipo, rispecchia la media europea: infatti il 23% delle imprese tricolori si affida al cloud computing principalmente per il servizio di mailing e per l’archiviazione di file. Negli ultimi anni le imprese hanno cavalcato l’ondata tecnologica, sostituendo i più comuni software di gestione del magazzino e di fatturazione o i soliti programmi di contabilità aziendale installati sui pc con software sulla “nuvola”. Una vera e propria rivoluzione dei paradigmi e delle dinamiche aziendali, che permette alle imprese di non avere più infrastrutture IT perché i software vengono installati direttamente nei Data Center dei provider e i dati sono conservati su vari server in rete, giganteschi archivi digitali a cui l’utente può accedere attraverso modalità e dispositivi diversi.

Cloud: vantaggi e svantaggi

I vantaggi del servizio di cloud computing per piccole, medie e grandi aziende sono innumerevoli, sia dal punto di vista tecnico che economico. In primo luogo, la riduzione dei costi in termini di aggiornamenti di software e, soprattutto, programmi per la contabilità aziendale, è uno dei fattori più vantaggiosi. Non sono necessari investimenti in licenze, poiché gli aggiornamenti nel cloud sono continui e trasparenti per tutti gli utenti. Inoltre, non sono richieste infrastrutture dedicate all’interno dell’azienda; i servizi sono disponibili on demand e in modalità self-service, pagati in base alle reali necessità e con la possibilità di aggiungere, eventualmente, ulteriori servizi. In più, utilizzare infrastrutture situate nei data center permette una maggiore continuità nella disponibilità del servizio, massimizzando l’utilizzo delle risorse, esternalizzando e centralizzando anche le operazioni di gestione delle risorse stesse per una maggior efficienza del processo. I più grandi servizi di Cloud vengono eseguiti su una rete mondiale di data center sicuri, aggiornati regolarmente alle ultime generazioni hardware; possono offrire, quindi, velocità ed efficienza. Con le dovute procedure, la sicurezza del cloud computing è maggiore dell’infrastruttura tradizionale e il livello di sicurezza del sistema e di protezione dei dati attuato dai principali fornitori di servizi cloud computing per aziende è nettamente superiore a quelli che le imprese possono attivare internamente. Anche i delicati temi della riservatezza dei dati trovano soluzione nella presenza ormai diffusa di fornitori che garantiscono la “localizzazione” nazionale degli archivi. Sostituire i tradizionali software gestionali con servizi cloud è sicuramente una mossa vantaggiosa per le aziende, ma bisogna tenere anche conto degli svantaggi. Primo tra tutti, la connessione ad internet: se un’azienda non dispone di un collegamento adeguato, tutti i vantaggi legati al cloud vengono meno. Inoltre, premesso che i dati sono memorizzati in un server virtuale, quindi spesso soggetti ad interventi del provider, sorge il rischio di manipolazioni diverse per ricerche di mercato, spionaggio industriale o altro. Rischio che aumenta quando l’utilizzo del cloud si combina con quello di reti wireless.

Chi sono i fruitori del cloud computing

Secondo le statistiche dell’Osservatorio Cloud Transformation della School of Management del Politecnico di Milano, l’82% delle aziende medio-grandi in Italia utilizza almeno un servizio in public cloud: ormai diventato parte della propria strategia IT, considerando che il 25% pensa che il cloud computing per aziende sia la soluzione preferenziale per lo sviluppo di nuovi progetti. Per non perdere occasioni di business e sopravvivere al mercato globale, il cambiamento è stato necessario anche per le PMI, che con il passare del tempo hanno subìto il fascino del cloud. In Italia ormai più del 30% delle PMI ha scelto i servizi di cloud computing e, secondo il Cloud Dividend Report, redatto dal Centre for Economics and Business Research, i benefici economici forniti ammontano a ben 35,1 miliardi in Italia. Il cloud computing consente alle PMI di competere con le aziende di dimensioni maggiori mettendo a disposizione, a fronte di un semplice canone mensile, servizi e tecnologie che avrebbero altrimenti costi proibitivi. Noleggiare i servizi, anziché investire per l’acquisto di hardware e software, rende l’IT più abbordabile e consente alle PMI di essere competitive sul mercato quanto le grandi aziende.