I cambiamenti delle aziende come driver per la trasformazione digitale

Intelligenza Artificiale nei flussi di lavoro e comportamenti aziendali

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Un digital divide caratterizza oggi il mondo delle imprese: da una parte ci sono quelle perfettamente integrate con la nuova tecnologia, dall’altra quelle che ancora rifiutano un cambiamento che le renderebbe senz’altro più competitive sul mercato. Molte di quelle che hanno già compiuto la metamorfosi hanno introdotto l’Intelligenza Artificiale nei loro flussi di lavoro, ovvero soluzioni che per definizione includono tutta una serie di comportamenti e capacità di apprendimento percepiti come tipici dell’intelligenza umana. Quello dell’Intelligenza Artificiale, tra l’altro, è uno dei mercati tecnologici più promettenti. Basti pensare al giro d’affari a livello globale che il report Forecast: The Business Value of Artificial Intelligence, Worldwide, 2017-2025, stilato da Gartner, ha stimato nel 2018: pari a circa 1.200 miliardi di dollari. Una cifra destinata a più che triplicare nel 2022, quando il business dovrebbe valere 3.900 miliardi. Ma quali sono i settori in cui l’AI è sempre più presente?

Marketing

Oggi l’efficacia delle strategie di marketing è inversamente proporzionale allo sfruttamento dei Big Data. Quell’ingente quantità di dati non gestibili da database tradizionali, che necessitano di essere processati a ritmi sostenuti, in tempo reale e che non provengono solo da testi, audio o video, ma soprattutto da flussi di click, cellulari, sensori e transazioni commerciali. L’incrocio tra questi dati e quelli contenuti in archivi “offline” genera l’identikit perfetto del consumatore tipo. E quale strumento di profitto migliore potrebbe capitare nelle mani di fortunati marketer?

Ma l’arduo compito di analizzare abitudini, comportamenti ed esigenze degli utenti per migliorare customer care, user experience, servizi di assistenza e supporto può essere svolto solo da software di Intelligenza Artificiale. Validi esempi in tal senso sono gli assistenti vocali/virtuali - Siri di Apple o Alexa di Amazon - che danno informazioni di carattere locale, leggono le notizie e forniscono aggiornamenti personalizzati in base alle preferenze degli utenti. Sfruttano l’Intelligenza Artificiale sia per il riconoscimento del linguaggio naturale sia per l’apprendimento. Da qui alla previsione dei comportamenti di acquisto da cui derivare strategie di comunicazione o proposta di servizi il passo è breve.

Healthcare

Nell’ultimo trimestre i risultati di una delle imprese Over the Top, Microsoft, sono stati trainati da Azure, il brand della compagnia che offre servizi di cloud computing. L’impresa non ne ha svelato il fatturato, ma la divisione è cresciuta recentemente del 76%.

La nuova piattaforma ha consentito all’azienda di informatica di aprirsi anche al mondo dell’healthcare con una soluzione in grado di analizzare un bacino potenzialmente infinito di dati ad una velocità imparagonabile a quella umana, condividerli con informazioni cliniche e di ricerca e migliorare così l’assistenza e le cure per i pazienti. Il nuovo prodotto permetterà a sistemi sanitari diversi di dialogare, connettendo strutture di cura con le farmacie o addirittura con i dispositivi per il monitoraggio dei parametri vitali o delle attività di fitness.

Ma Microsoft non è del tutto nuovo in questo ambiente. In Italia è presente con una piattaforma digitale, realizzata con Softjam, dedicata alla raccolta e all’analisi dei big data di pazienti affetti dal morbo di Crohn e colite ulcerosa. In base alle informazioni che i pazienti condividono tramite app, la piattaforma controlla l’andamento della salute e offre consigli personalizzati per il miglioramento della qualità della vita.

Cybercrime

Al giorno d’oggi, a causa di tutte le tracce che lasciamo con i nostri comportamenti online, siamo sovraesposti a minacce di intrusione informatica. Ad accorrere in nostro aiuto, anche in questo caso, è l’Intelligenza Artificiale, sempre più spesso legata a strategie contro il cybercrime, permettendo sia l’individuazione di minacce sia valide tecniche di difesa.

Un esempio è la piattaforma di Intelligenza Artificiale di Darktrace che, dopo ore di “ascolto”, durante le quali analizza il traffico e ne apprende i normali flussi, inizia la “sorveglianza”, rivelandosi efficacissima nello scovare anomalie.

Ma oltre ad indagare e scovare attacchi, le Intelligenze Artificiali possono anche prevenire intrusioni non autorizzate o raccolte automatizzate di informazioni sensibili. Come Akamai, una piattaforma che ha immagazzinato una quantità enorme di dati relativi a come gli utenti digitano le password e a come si comportano quando navigano sui siti web, in modo da capire se chi sta visitando la pagina è un essere umano o un robot.

Supply chain management

Uno dei settori su cui i moderni sistemi di AI hanno un impatto maggiore è sicuramente quello della supply chain. Connettere, monitorare e ottimizzare tutta la filiera e gli attori della catena di approvvigionamento e distribuzione, d’altronde, richiede oramai analisi sofisticate.

Rolls Royce - l’azienda inglese attiva nell’industria aerospaziale, aeronautica, marina ed energetica - e Finferries - società navale finlandese - lo scorso dicembre hanno fatto salpare Falco, il primo traghetto al mondo autonomo al 100%, che ha trasportato 80 ospiti nell’arcipelago a sud della città finlandese di Turku, viaggiando senza alcun intervento umano. Durante il tragitto è stato in grado di individuare gli ostacoli grazie ai sensori di bordo, le cui informazioni sono state elaborate da un’Intelligenza Artificiale che, a sua volta, ha dialogato con il sistema di navigazione. Una tecnologia che sostituisce il lavoro di un intero equipaggio e consente una navigazione più sicura, impedendo alle navi di perdersi a causa di condizione atmosferiche avverse o incappare in oggetti pericolosi. Ciò permetterà alle merci di attraversare gli oceani più rapidamente e facilmente. Infatti lo scorso ottobre Rolls-Royce ha stretto una partnership anche con Intel, leader nel cloud computing, per sviluppare un sistema di navigazione autonoma per navi mercantili.

Pubblica Sicurezza

Già da alcuni anni, diverse applicazioni dell’Intelligenza Artificiale sono entrate a far parte della Pubblica Sicurezza, come il riconoscimento vocale o quello facciale, rendendo più veloci alcuni aspetti delle indagini. Un ulteriore utilizzo in questo ambito di AI si sviluppa nei sistemi di prevenzione del crimine, che attraverso lo studio di enormi volumi di dati identifica comportamenti potenzialmente a rischio. Un esempio sono le cosiddette “crime map” o mappe del crimine, piuttosto diffuse negli Stati Uniti. Queste incrociano i dati relativi a crimini e arresti degli anni passati con informazioni relative, ad esempio, al consumo di droga, per generare una mappa della città con indicate le aree a più alta densità criminale. Vengono così incrementati i presidi della polizia in quelle zone dove è segnalata la più alta probabilità del ripetersi di crimini.

Un campione italiano simile è XLAW, un sistema che aiuta il controllo del territorio prevedendo i luoghi in cui potrebbero verificarsi reati predatori e già sperimentato a Napoli, Salerno, Prato, Venezia e più di recente a Modena. A partire dai crimini denunciati dai cittadini e da quelli desunti dalle pattuglie, ma anche da informazioni sul numero di abitanti, orari dei mezzi di trasporto e dinamiche socioeconomiche, elabora modelli criminali che si ripetono con regolarità nel tempo e nello spazio. Il software produce così un’elaborazione ogni mezz’ora - che è in anticipo di due ore rispetto all’orario del crimine previsto - e la invia alla centrale operativa, con le coordinate geografiche e temporali in cui potrebbe aver luogo un rischio imminente, che predispone una pattuglia. Si tratta di una soluzione che ha permesso di ridurre significativamente i crimini e aumentare denunce e arresti in fragranza di reato, con un risparmio sui costi di gestione della sicurezza.