Google porta l’innovazione nelle Pmi

Piccole e medie imprese italiane e digitalizzazione delle imprese

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L’innovazione nelle Pmi passa anche, e soprattutto per il digitale. È nato così Machine Learning Checkup, il nuovo tool per le Pmi, uno strumento gratuito nato dalla collaborazione tra Google e la School of Management del Politecnico di Milano per portare l’Intelligenza Artificiale anche nelle piccole e medie imprese italiane.

Il servizio di Machine Learning, a cui si accede compilando online un apposito questionario, permette di scoprire il potenziale tecnologico di un’impresa, offre un report personalizzato sui benefici dell’uso dell’Intelligenza Artificiale e quindi permette di esplorare le applicazioni di Machine Learning più coerenti con la tipologia di azienda per ogni fase della filiera: dalla produzione alla vendita, dalla trasformazione alla logistica e, in alcuni casi, alla robotizzazione di alcuni settori aziendali.

La School of Management, attraverso una ricerca commissionata da Google, ha individuato cinque settori tra quelli con maggiore potenziale di azione dell’AI in Italia: agroalimentare, tessile, arredamento, metalsiderurgico, e metalmeccanico, che sono – tra l’altro – tra i principali comparti della manifattura italiana e del Made in Italy.

Il Machine Learning e le sue applicazioni

Il tool per le Pmi Machine Learning Checkup – iniziativa che si inserisce nel solco delle attività che Google promuove in collaborazione con le Camere di Commercio per la formazione delle competenze digitali per la crescita delle imprese – si configura quindi come un servizio di assistenza, consulenza e indirizzo per le piccole e medie imprese italiane, nell’ottica di una sempre maggiore digitalizzazione delle imprese.

Le tecnologie di AI di cui vengono analizzati i benefici per le imprese sono: analisi predittiva, riconoscimento visivo e riconoscimento sonoro.

Una volta compilato il questionario per illustrare le principali caratteristiche e il suo grado di digitalizzazione, l’azienda riceve un report personalizzato elaborato da Google e dalla School of Management del Politecnico di Milano che fornisce:

  • il livello di preparazione dell’azienda per affrontare le sfide dell’Intelligenza artificiale;
  • le possibili applicazioni dell’AI più adeguate all’azienda stessa;
  • l’indicazione dei benefici di queste applicazioni.

 

Riduzione dei costi, dei tempi di produzione e di risposta ai clienti, aumento dell’efficienza e miglioramento dei prodotti, controllo della qualità e pianificazione avanzata sono gli aspetti su cui l’AI può portare i maggiori benefici. Per alcune applicazioni in particolare, come per esempio l’agricoltura di precisione, in cui l’Intelligenza Artificiale aiuta a definire trattamenti e piani di coltivazione personalizzati per ogni pianta, la ricerca di Google ha evidenziato come ci siano possibilità di risparmio fino all’80% nei costi e nell’utilizzo di acqua, diserbanti, insetticidi e così via. Grazie al Machine Learning, cioè l’apprendimento automatico di computer e macchine, attraverso modelli matematici e algoritmi di Intelligenza Artificiale i sistemi vanno a migliorare le proprie prestazioni in modo “adattivo”, basandosi quindi sugli esempi che hanno a disposizione per aumentare di volta in volta il proprio apprendimento.

Il passo successivo del Machine Learning Checkup è la possibilità di approfondire le soluzioni più adatte attraverso una consulenza dedicata fornita da Unioncamere. Attraverso i Pid (Punti impresa digitale) le imprese possono infatti ricevere indicazioni specifiche sui percorsi di digitalizzazione e innovazione in chiave di impresa 4.0. I Pid sono certificati tra le 40 Best Practice a livello europeo della PA. A riconoscerlo è stato l’Istituto europeo della Pubblica Amministrazione (Eipa) nell’ambito dell’European public sector award.

Piccole e medie imprese italiane: un valore poco digitalizzato

Il vero divario per l’economia e lo sviluppo di un Paese non è quello tra le aziende grandi e quelle piccole, ma tra le aziende che sanno adattarsi velocemente al cambiamento e all’innovazione e quelle che lo fanno più lentamente seguendo e valorizzando la digital transformation in atto.

Secondo le stime relative al 2017 fornite da Prometeia, società italiana di consulenza, sviluppo software e ricerca economica, il numero delle Pmi in Italia è di circa 5,3 milioni che dà lavoro a oltre 15 milioni di persone, ma, secondo uno studio condotto dall’EY Index 2019, soltanto il 14% di queste imprese dimostra di avere raggiunto un discreto grado di digitalizzazione, se si parla poi di eccellenze nel campo digital e automation la percentuale scende addirittura al 5%. Un problema che riguarda il sistema economico italiano in generale se si pensa che il nostro Paese si colloca al 25esimo posto su 28 nel Digital Economy and Society Index elaborato dalla Commissione europea e al ventesimo per integrazione delle tecnologie digitali da parte delle imprese.

Le attività di innovazione nelle Pmi si concentrano prevalentemente nei settori dei servizi, dell’edilizia e dell’agricoltura (72% dei dipendenti delle Pmi in Italia) e hanno un ruolo fondamentale nell’economia, in particolare di alcune zone del nostro Paese. Per le regioni meridionali per esempio, le Pmi rappresentano l’83% della produzione, rispetto ad un contributo medio nazionale del 57%. Un impatto economico quindi consistente che non deve essere, tra l’altro, valutato considerando semplicemente il loro coinvolgimento diretto, ma anche in termini di filiera. Le piccole e medie imprese italiane, infatti, fanno ormai parte di catene del valore complesse e globali.

Con il Machine Learning Checkup, Google offre quindi alle Pmi la grande opportunità di mettersi al passo con l’evoluzione tecnologia, aumentando la consapevolezza delle enormi potenzialità di strumenti come il Machine Learning e l’Intelligenza Artificiale e facendone conoscere tutte le possibili applicazioni nelle filiere produttive del Made in Italy.