FTTH connection in Italia

Intervista ad Andrea Colucci,

Responsabile Comunicazione e Media Relations di Open Fiber

10 Marzo 2021

Cos’è Open Fiber? Qual è la sua mission?

«Open Fiber è un operatore infrastrutturale di telecomunicazioni, il che vuol dire che la sua missione è portare una rete fissa in fibra ottica fino a casa degli italiani raggiungendo 20 milioni di abitazioni in Italia. Fino a casa perché la nostra tecnologia è l’FTTH, cioè fiber to the home (FTTH connection). Per unità immobiliare noi intendiamo l’abitazione privata, la piccola impresa, la grande impresa, l’artigiano, il negozio: cioè tutti quei soggetti che possono far richiesta di una connettività diretta.

Oggi noi operiamo in due modalità, come operatore privato e come concessionario dello Stato. Come operatore privato lavoriamo in circa 271 città, 200 delle quali sono già completamente connesse. Come concessionario dello Stato operiamo sulle famose aree bianche, ovverosia le aree a fallimento di mercato che sono quelle zone del Paese – tipicamente aree rurali, case sparse, luoghi ameni – dove nessun operatore ha dichiarato valesse la pena investire.

Il nostro target sono 20 milioni di abitazioni – divise tra aree nere e aree bianche – e ad oggi siamo arrivati (alla fine del mese di gennaio, ndr) a 11 milioni di unità immobiliari connesse».

 

Esistono ancora dei luoghi del nostro Paese in cui non c’è connessione Internet. Qual è il vostro progetto per garantire livelli minimi di connettività su tutto il territorio nazionale?

«Ci si immagina che l’Italia sia un Paese “stracivilizzato” e fortunatamente civili lo siamo, digitalizzati un po’ meno perché gli investimenti in tecnologie tanto evolute quanto la fibra fino a casa non ne sono stati fatti. E quindi noi oggi paghiamo un gap infrastrutturale.

Immaginate la complessità di un progetto del genere che, necessariamente, si dispiega nel tempo e ha una serie di complessità importanti. C’è un problema di permessistica: Open Fiber, a conclusione del suo progetto, avrà richiesto 100mila permessi.

L’importante è mantenere l’obiettivo finale: 20 milioni di unità immobiliari connesse a inizio, metà del 2023».

open fiber andrea colucci

 

La pandemia ha contribuito ad accelerare il processo di digitalizzazione che già era in corso. Qual è lo stato dell’arte della copertura in fibra ottica in Italia?

«La pandemia, nella sua drammaticità, ha fatto da acceleratore di conoscenza e di richiesta. Le reti che avevamo a disposizione sicuramente non erano in grado di sostenere un picco di richiesta come quello che c’è stato. Le reti precedenti non erano in grado di sostenere queste necessità».

 

Rispetto all’Europa a che punto ci troviamo?

«L’Agenda Digitale Europea, che è l’Agenda Digitale al 2025, indica per tutti i cittadini europei la possibilità di accedere a una connessione di almeno 100 Mega, scalabili fino a 1 Giga. Il Giga è ciò che promette la tecnologia che noi portiamo fino a casa delle persone, cioè l’FTTH.

C’è un indice, che si chiama indice DESI, che viene pubblicato dall’Unione Europea ogni anno e che monitora i progressi della digitalizzazione del Paese. Quest’anno noi abbiamo perso una posizione, dalla 24^ alla 25^ come indice generale di digitalizzazione. Però, in termini di penetrazione dell’FTTH, siamo passati dal 24% al 30% su una media europea del 34%. Un altro dato interessante è l’indice di connettività, in cui siamo passati dall’essere il 19° Paese al 17°».

 

fibra ottica copertura

 

È pensabile, oggi, per un’azienda essere disconnessa?

«Credo che non sia possibile. Il grande sforzo di digitalizzazione e la volontà dell’attuale Governo di avere un Ministero per l’Innovazione Tecnologica e la Digitalizzazione la dicono lunga su come è cambiato il mondo. Io immagino che un manager di una grande, di una media, ma anche di una piccola azienda, ha oggi la consapevolezza che è tramite la digitalizzazione di una serie di attività e di servizi che passa il successo di quella azienda. Non c’è un settore che mi viene in mente che non abbia bisogno della digitalizzazione».

Quali sono i vantaggi che la banda ultralarga può portare alle persone, alle istituzioni e alle aziende?

«Stabilità di connessione. Contemporaneità: possono esserci tre persone che stanno facendo attività differenti e nessuno subisce la connessione dell’altro. Simmetria: vuol dire stessa velocità in download e in upload, perché in un capello di fibra ottica riescono a passare infiniti dati. Immagino il moltiplicarsi di servizi offerti quando il Paese sarà connesso in maniera completa e totale».