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L'industria italiana della pasta 2020

 

Tutti i numeri della produzione italiana e del mondo

L’industria nazionale, responsabile della trasformazione della materia prima, è leader di mercato a livello globale, potendo vantare 350 molini, più di 120 pastifici e circa 300 formati di pasta differenti, con uno sprint della produzione che negli ultimi due decenni è pressoché raddoppiata. Per dare un’idea dell’importanza del nostro comparto industriale a livello produttivo, si immagini che un quarto della produzione totale di pasta nel mondo (15 milioni di tonnellate) è di stampo italiano (quasi 4 tonnellate). Se si guarda agli USA i dati ci dicono che addirittura 1 piatto di pasta su 3 proviene dalla produzione di un pastificio italiano. Senza andare così lontano invece, nell’Unione Europea i dati sono ancora (logicamente) più importanti: ben il 67% della produzione è di origine tricolore (3,6 milioni di tonnellate su di un totale di 5,4 milioni, per una cifra che si attesta sui 5,3 miliardi di euro).

In un settore in cui si registra un discreto aumento del consumo di pasta - e quindi di possibilità di creare e/o accrescere il proprio business - non mancano però nuovi competitor. Infatti, tra i rivali più importanti, svetta la Turchia con una produzione di pasta che è riuscita a crescere del 77% in appena 5 anni. Una tendenza che non va trascurata, in termini di attenzione al mercato, è la crescente considerazione che gli italiani stanno manifestando nei confronti dei tipi di pasta alternativa rispetto a quelli tradizionali, in termini di lavorazione o di ingredienti utilizzati. Sulla scia di questa tendenza, negli ultimi anni, le imprese operanti nel settore hanno diminuito la loro produzione legata alla pasta tradizionale di circa 200.000 tonnellate, a favore di un parziale cambio di rotta in termini di produzione, destinato ad intercettare la nuova tipologia di domanda dei consumatori (legata alla domanda di pasta “alternativa”).

Le previsioni per la pasta gluten free e per quella integrale, per cui risulta più lento l’assorbimento dei carboidrati, sono molto positive. Rilevante anche il contributo della pasta ripiena che ha un’origine antica risalente nientemeno che al Medioevo: dai tortellini fino ai ravioli, passando per gli agnolotti, con forme, nomi, dimensioni e ingredienti differenti tra loro.

 

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