Svezia: sorpresa positiva nella crescita del più esteso dei paesi scandinavi nonostante le numerose vulnerabilità

Alle elezioni europee 2019 i Verdi hanno perso terreno e i social democratici si sono confermati primo partito con il 23,6 % delle preferenze grazie alla linea dura sull’immigrazione.

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La crescita del PIL nel 1° trimestre ha sorpreso al rialzo, a +0,6% congiunturale e a +2,1% tendenziale annuo. Ma questa cifra nasconde fragilità in aumento. La spesa per consumi è scesa dello 0,2%, la crescita della spesa pubblica è rallentata al +0,1%, mentre gli investimenti sono diminuiti dello 0,4%. 

Complessivamente, la domanda interna  ha sottratto 0,1 punti percentuali alla crescita del PIL nel primo trimestre, mentre le esportazioni nette hanno contribuito con un forte +0,7 punti percentuali. Ma quest'ultimo contributo deriva principalmente da un forte calo delle importazioni (-0,7%) mentre le esportazioni sono cresciute moderatamente (+0,8%) grazie anche alla corona svedese crollata sui minimi di 10 anni. Andando avanti, si prevede che l’incertezza commerciale crescerà, in quanto anche la Brexit continuerà a pesare sull'andamento delle esportazioni svedesi. Germania, Stati Uniti e Regno Unito sono infatti tra i cinque maggiori mercati di esportazione. La domanda interna dovrebbe rimanere debole seguendo la dinamica dei salari reali (in frenata) anche se la disoccupazione ha raggiunto il livello più basso dal 2007. 

I rischi prevalgono anche in campo immobiliare in quanto le licenze edilizie e i prezzi sono in fase riflessiva dalla metà del 2018. Anche il debito delle famiglie rimane una preoccupazione. Di conseguenza, la Banca centrale dovrebbe mantenere invariati i tassi di interesse fino alla fine del 2020, confermando così un atteggiamento prudente e attendista. Complessivamente prevediamo una crescita del PIL dell'1,9% nel 2019 e dell'1,4% nel 2020.

I rapporti con l'Italia

L’Italia vanta un attivo commerciale con il più esteso e popoloso dei Paesi Scandinavi, la cui economia mista è orientata all'export grazie all'avanzamento tecnologico dei settori tradizionali come la chimica, la metallurgia e la meccanica. L’Italia esporta soprattutto componenti per autoveicoli, medicinali ed elettrodomestici, ed importa prodotti cartari, ferro e ghisa e prodotti della pesca. Nuovi spazi si stanno aprendo per l’agroalimentare (vino e olio soprattutto) e la meccatronica italiana.