Tunisia: vivere ai margini

L'Italia è il secondo partner commerciale della Tunisia che si pone sulla linea calda dei rapporti con la vicina Libia. Anche per questo motivo gli scambi commerciali sono in diminuzione sia lato import (soprattutto capi di abbigliamento ) che export pur conservando un attivo a favore dell’Italia.

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La Tunisia ha subito diversi colpi nelle ultime settimane, dall'improvvisa interruzione della produzione agricola nel primo trimestre, al deficit commerciale record di aprile e alla diminuzione delle riserve estere. Nel primo trimestre, la crescita del PIL è scesa al tasso più basso degli ultimi tre anni (+1,1% tendenziale annuo).

La produzione agricola si è improvvisamente stabilizzata nel primo trimestre dopo il +9,5% di crescita nel 2018, mentre la produzione manifatturiera è diminuita (-0,6% tendenziale annuo), peggiorando la già debole dinamica (+0,5% in media annua negli ultimi cinque anni). Questa scarsa performance dei settori orientati all'esportazione ha contribuito al peggior deficit commerciale della storia in aprile (-2,4 miliardi di dinari tunisini), non promettente per il riequilibrio complessivo dell'economia dopo un deficit delle partite correnti già record (-11,2% del PIL nel 2018). Di conseguenza, la copertura delle importazioni di riserve estere si è nuovamente ridotta a 74 giorni in aprile (dopo una stabilizzazione consentita dai prestiti esteri).

Nel complesso, con una crescita del PIL prevista a +1,5% e un debito pubblico all'82% del PIL nel 2019 (quest'ultimo in aumento rispetto al 77% del 2018), ci aspettiamo che le pressioni sui tassi di cambio persistano.