Ungheria: l'inflazione è in aumento, ma la politica monetaria rimane accomodante

Nel primo trimestre del 2019, l'economia ungherese è cresciuta a un ritmo del 5,3% tendenziale annuo grazie anche ai fondi comunitari.

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Doppio successo per il partito del primo ministro ungherese Orbàn. Con un'affluenza del 42%, FIDESZ ha ripetuto la vittoria di cinque anni fa uscendo trionfante dalle Europee col 52% dei voti. La vittoria della coalizione guidata dal partito del premier, al potere in Ungheria dal 2010, è superiore alle Politiche del 2018 (49,2%). Al contempo il Consiglio monetario (MC) dell'Ungheria ha mantenuto invariato il suo tasso d'interesse di riferimento (tasso sui depositi a tre mesi; +0,9% da maggio 2016) nonchè il tasso dei depositi overnight (-0,05%), anche se l'inflazione apparente è salita al 3,9% tendenziale annuo in aprile, avvicinandosi al limite superiore dell'intervallo target del MC del 3% ± 1punto percentuale.

Inoltre, l'inflazione core è rimasta invariata ad un elevato 3,8% tendenziale annuo nel mese di aprile, anche se l'MC ha osservato che gli effetti delle imposte indirette hanno contribuito a tale tasso con un aumento di +0,4 punti percentuali. Tuttavia, l'MC sembra ignorare le preoccupazioni di surriscaldamento dell’economia.

Il PIL reale è aumentato di un enorme +5,3% tendenziale annuo nel primo trimestre, mentre il tasso di disoccupazione è sceso al minimo del 3,5% nel primo trimestre dell'anno. La crescita dei salari nominali è di nuovo accelerata a +12,1% tendenziale annuo in febbraio da +10,2% in Dicembre 2018, secondo l'Ufficio centrale di statistica ungherese. Ci aspettiamo che le pressioni inflazionistiche continueranno per un certo tempo e bisognerà controllare attentamente se il MC è disposto a inasprire la politica monetaria quando necessario.

Intensi gli scambi commerciali con l’Italia nel settore automotive (grazie agli investimenti FCA) e farmaceutico, mentre l’Italia importa molte materie prime alimentari.